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Molines en Queyras /
B.ta Castello di Pontechianale


Anno 2
LUGLIO / SETTEMBRE 2011

Anno 1
AGOSTO / SETTEMBRE 2010
Un percorso d'arte contemporanea all'aperto. Installazioni artistiche che aggiungono al paesaggio una dimensione onirica.

Patricia Meneses

L’architetto messicano Patricia Meneses si occupa prevalentemente della relazione tra arte e funzionalità, integrando tra loro architettura, design, scultura e installazione. Parallelamente ad una attività di architetto, ha partecipato a numerosi eventi artistici e ha lavorato a diversi interventi artistici in siti specifici in diversi paesi d’Europa e nel mondo. A Barcellona ha fondato uno studio, concepito come uno spazio in cui giovani architetti possono ricercare, pensare, promuovere interventi in diversi campi dell’espressione contemporanea: un open-space focalizzato a stimolare la diffusione di nuovi approcci alla cultura contemporanea.

I lavori ideati da Patricia non partono solo dall’architettura ma si nutrono di differenti sguardi. Il cinema, la musica, la danza, la pittura o la letteratura sono all’origine dei suoi spazi. Ella non parte dall’immagine o dalla forma, ma da un sentimento: uno stato dello spirito o un silenzio. è necessario che lo spazio comunichi un’emozione. Risvegliare i sensi attraverso uno spazio: un viaggio, uno sguardo, un percorso, un paesaggio o un aroma. è essenziale che lo spazio evochi le emozioni che emana.

Il progetto

NatuRe PoemS
Nulla appartiene di più all’individuo, nulla è più vicino alla sua conoscenza, che il suo stesso corpo.

Nulla appartiene di più a un individuo, nulla è più vicino al suo sapere del suo corpo.Questo progetto propone una serie di opere che riflettono sull’uomo contemporaneo di fronte al suo ambiente naturale.Si tratta di una ricerca e di una riflessione sulla relazione tra l’individuo, il suo corpo e il suo ambiente, considerando il corpo come un elemento materiale contenente l’individuo.

Una serie di opere si erge lungo il bosco come degli oggetti animanti che emergono dalla natura. Le opere a carattere scultoreo riflettono sulla relazione tra l’individuo e il suo spazio utopico, tra la natura e l’ambiente naturale. Esse sorgono dalla terra sotto forma di costume, una seconda pelle, uno spazio dove esistere.Queste opere disegnano un percorso verso un rifugio, un nido costruito tra gli alberi pronto ad accoglierci come un riparo per gli esseri dotati di un’anima.La costante e atavica ricerca da parte dell’Uomo di un rifugio dove esistere. Il vestito, strati multipli che celano agli sguardi, mostrano o rivelano qualche cosa.

Il Corpo Umano è considerato come uno spazio individuale e il costume come una sorta di architettura intima che genera il nostro personale spazio interiore. Il vestito è una forma di inventario dell’essere umano, una seconda pelle, un’estensione della pelle, un ritornare alle nostre origini animali. Le opere proposte come degli oggetti-spazio integrano l’Architettura e il Costume, l’Arte e la Natura nella medesima poetica, sotto la forma di architetture letterarie e visive che stabiliscono un nuovo dialogo tra corpi e natura. 

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