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Molines en Queyras /
B.ta Castello di Pontechianale


Anno 2
LUGLIO / SETTEMBRE 2011

Anno 1
AGOSTO / SETTEMBRE 2010
Un percorso d'arte contemporanea all'aperto. Installazioni artistiche che aggiungono al paesaggio una dimensione onirica.

Olivier de Sepibus

Olivier de Sepibus è un artista che esamina la natura e tutte le sue componenti nella ricerca di integrare il concetto, una realizzazione plastica, talvolta monumentale che ci rimanda a tradizioni e savoir-faire come la costruzione di opere in pietra a secco. I suoi strumenti? La cazzuola, la livella, ma anche la filosofia e il banco ottico. Ritorna per la seconda volta nella regione che l'ha accolto nel 2008, in occasione del raduno di artisti plastici. Per il sentiero Arte & Natura propone un'opera destinata ad interrogare lo sguardo e stimolare l'immaginario dello spettatore.

Il progetto

Il mio progetto consiste nel costruire due angoli dritti in pietra secca da un lato e dall'altro della montagna, uno in Italia e uno in Francia. Questi lasciano immaginare la presenza di un enorme parallelepipedo sotto la montagna. Il titolo Iceberg si fonda sul concetto che la maggior parte dell'opera è invisibile. Il fatto che siano in pietra secca dipinta di rosso pone l'accento sul fatto che si tratti di un monumento sotterraneo. Questi angoli sono la prova di una civiltà sommersa? Nascondono un enorme e misterioso monumento seppellito? Ciò che mi interessa in questo lavoro è l'immaginario che può scaturire da una forma minimale come l'angolo retto, ripetuta in due luoghi differenti e che dà origine ad una terza forma, gigantesca ed invisibile. Inoltre, mi pongo con uno sguardo critico sul nostro rapporto tra visione e paesaggio. Quando ci avventuriamo in montagna, in effetti, ci aspettiamo che il paesaggio che vediamo corrisponda ad un corpus di immagini pittoresche e romantiche che abbiamo in noi. Vorremmo che tutto ci fosse rivelato ed evidente al primo sguardo.

Per questo motivo Iceberg#02 è costruito in pietra secca. L'opera dovrebbe rispondere al canone pittoresco del paesaggio di montagna. Tuttavia gli angoli retti sono rossi e spiccano nel prato sui due versanti. Non mostrano altro che questo: infrangono l'armonia desiderata nel paesaggio e sganciano l'immaginario di ciascuno che deve uscire dal suo status di "spettatore di fronte allo spettacolo della natura" per rientrare in una dimensione nascosta. Il rapporto di scala si modifica, come il rapporto con il paesaggio. Se lo spettatore dubita di ciò che vede è un buon segno. Capisce allora che tutto ciò che apprezza in questo paesaggio è "causa mentale". Proprio come un "iceberg".

Olivier de Sepibus

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